Tra versioni ufficiali, rettifiche, smentite e strani silenzi si è conclusa la brutta pagina del crash generale che il diario di Skype non avrebbe mai voluto scrivere.
A chiudere la scia delle ipotesi sulle cause dell’evento, un’ultima interessante quanto inquietante versione è stata proposta su Free Software Magazine.
L’articolo pone in evidenza uno strano collegamento che ci sarebbe tra alcune recenti autorizzazioni concesse dal governo USA al Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) e il blackout della rete di Skype.
The Skype network has been a concern of government intelligence agencies since its inception because it provides a worldwide network of encrypted VoIP calls to potential “terrorists”. So how coincidental is it that 10 days after Bush signs into law a Bill giving the government authority to track foreign calls that go through U.S. networks that Skype, for the first time in its existence, undergoes a massive worldwide outage?
L’intelligence americana ora avrebbe la piena libertà di intercettare anche il traffico delle comunicazioni estere per scongiurare la continua minaccia terroristica in atto.
Questi i fatti.
I motivi reali del perché avrebbero causato il crash
e le ipotesi tecniche non sembrano trasparire chiaramente. Soprattutto sgretolare la versione ufficiale addotta da Skype:The disruption was triggered by a massive restart of our users’ computers across the globe within a very short timeframe as they rebooted after receiving a routine set of patches through Windows Update
per la quale ci si chiede come mai altre volte non sia accaduto questo
We are attempting to get clarification on why previous Windows Updates did not cause similar problems in the past
non dimostra la consistenza dell’ipotesi proposta dall’autore Jabari Zakiya.
Anche qui, ci sia concesso dubitare… o magari rimanere colpiti dal fascino dell’intrigo che la vicenda nasconde.
Piuttosto che parteggiare per una nuova ipotesi, che non potremmo neanche mai verificare, possiamo invece riflettere su quanto sia lecito o meno esercitare il diritto di intercettare le comunicazioni altrui.
Un confine labile e indefinito tra i giusti motivi di sicurezza e il sacro diritto alla privacy di ogni persona.
In USA le comunicazioni criptate, se non debitamente autorizzate e controllabili, arrivano a costituire addirittura un reato.
Una presunzione di colpevolezza che nel nostro ordinamento giudiziario pare non esserci… da noi però, sembra che il limite tra la liceità e l’illegalità delle intercettazioni sia quasi affidato al libero arbitrio di chi può permetterselo.
E se intercettare è una necessità indispensabile per l’ordine pubblico, dovrà pur essere valida indistintamente per tutti i cittadini italiani?
Ma queste sono altre storie che con Skype e il VoIP forse non c’entrano molto!
Trew
10 set 2007 - 01:42 - #1che brutta cosa…..
Crash di Skype: le altre interpretazioni at Aless
10 set 2007 - 21:09 - #2[…] Vi rimando al blog da cui l’ho letto perchè se no dovrei riportare tutto e non mi sembra neanche giusto fare cut and paste. Technorati Tag: skype […]