Imparare le lingue? Meglio se in tandem. La nuova frontiera di internet offre un metodo per apprendere idiomi stranieri senza l’ausilio di particolari manuali e senza alcuna spesa: si chiama, appunto, Tandem. La formula si basa sullo scambio tra due persone di madrelingua diversa che, lavorando in coppia, ognuno nel proprio Paese, reciprocamente si insegnano e apprendono la lingua dell’ altro. In che modo? Nata come corrispondenza tramite lettera o telefono, diversi anni fa, è diventata con l’ausilio delle nuove tecnologie un e-learnig via mail, chat e sopratutto Voip.
Un database europeo gestito dall’Università della Ruhr di Bochum, in Germania, collegato con più di 30 università europee, gestisce le iscrizioni di studenti interessati a trovare un partner ‘ideale’ per l’apprendimento. Lasciando i propri dati e il livello di conoscenza della lingua (che può essere anche elementare) i gestori del network si impegnano gratuitamente a trovare il compagno adatto per cominciare lo scambio nella lingua desiderata
Si parte con una mail, le prime informazioni e lo studio in tandem può cominciare. Si decide il programma, che può essere specifico su alcuni argomenti, o generale; si cercano i materiali e le guide per lo studio del lessico e della grammatica (spesso disponibile gratuitamente in rete); se necessario, si chiede la consulenza di insegnanti on line.
I due internauti si ‘incontrano’ almeno una volta a settimana, parlando e scrivendo di sé o dell’ attualità: scambiandosi informazioni, dandosi consigli, correggendosi a vicenda. Metà del tempo in una lingua, metà nell’altra. Assicura il portale eTandem, il metodo funziona. E permette di “ripassare le lingue già conosciute, migliorare la comprensione del parlato e la scrittura”.
Un progetto innovativo, promosso e finanziato dalla Commissione Europea tramite l’International Tandem Network. Attualmente sono presenti nella rete venti idiomi, che rendono possibili ben 34 combinazioni bilingui, e l’elenco delle possibilità è in continua crescita. E in Italia? Attraverso il ‘nodo‘ gestito dall’università di Torino, sono per ora disponibili gli scambi con madrelingua in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Ma non sono escluse imminenti novità.