Internet e i malintenzionati che talvolta la infestano si sono piuttosto evoluti negli ultimi anni, ma tristemente, non tutti riescono a star dietro alle novità, come il servizio telefonico di emergenza americano, il 911. I cyberbulli stanno scombussolando il servizio e i call center facendo false chiamate sfruttando un difetto legato all’approccio del vecchio sistema telefonico di emergenza alle reti VoIP.
Dopo aver pagato una piccola somma a uno dei tanti servizi online che consentono di modificare il numero chiamante, uno di questi burloni del web, per vendetta o per stupidità, potrebbe chiamare il 911 e raccontare all’operatore qualsiasi balla gli venga in mente. Poichè il servizio 911 non è nato con la consapevolezza del futuro VoIP, queste chiamate non sono immediatamente rintracciabili, ed è proprio il vantaggio che sfruttano questi teppistelli. Questa pratica è stata anche definita “swatting,” perchè tipicamente le finte chiamate di emergenza arrivano a essere talmente gravi da coinvolgere la polizia e le squadre SWAT che si recano da vittime inconsapevoli dall’altra parte della città o addirittura del continente.
Associated Press ha riportato un incidente avvenuto nel 2007, quando il diciottenne Randal Ellis a Mukilteo, nello stato di Washington, falsificò la sua posizione e chiamò un centro di supporto 911 a Orange County, in California. Per 27 minuti, Randal ha imbastito una storia di droga e omicidi che ha inviato la squadra SWAT di Orange County alla casa di Doug e Stacey Bates. Il ragazzo raccontò all’operatore di essere alto e di avere appena sparato a sua sorella, e dopo che la polizia assaltò la casa, Doug e Stacey furono arrestati. Questa era solo una delle 185 chiamate che ha fatto Ellis negli USA, e solo per caso fu scelta la famiglia Bates come vittima. Dopo essere stata preso, l’adolescente è stato accusato di cinque crimini, tra i quali accesso a computer privati, frode e falso sequestro di persona, ed è stata condannato a tre anni di prigione. Un altro caso coinvolse otto persone che avevano fatto 300 false chiamate di emergenza con intervento dei reparti speciali, mentre nel 2006 un altro caso coinvolse un adolescente a Dallas, in Texas, che aveva affermato di avere ucciso la sua famiglia e di stare minacciando degli ostaggi con un Kalašnikov.